fiori in montagna

 
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Agli inizi di agosto ho trascorso alcuni giorni nell'incantevole Val di Fassa.

Mi sono rigenerata camminando tra i boschi, prati e vallate.

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Giornate intense dove la fatica delle camminate è stata ampiamente ricompensata dai profumi inebrianti dei boschi, dai panorami mozzafiato e dai coloratissimi fiori.

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Non ho potuto non fotografarli!

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E voi come avete trascorso le vostre vacanze?

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Un giardino impressionista tra le dolci colline del senese

 
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La settimana scorsa sono stata un paio di giorni in centro Italia e ho conosciuto le tre sorelle che gestiscono il podere Puscina Flowers. Una realtà famigliare nel cuore delle colline senesi, dove Teresa, Mara e Laura, si dedicano alla coltivazione di fiori locali aderendo al movimento Slow Flowers.

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Arrivando sono stata accolta da Kira il loro cane e da un paesaggio mozzafiato. Mi è sembrato di entrare in un giardino dipinto da un pittore impressionista con i colori dei fiori, il cielo blu, il bosco in fondo alla vallata, i campi di grano e le colline a perdita d’occhio.

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Con Teresa, una delle 3 sorelle, ho potuto conoscere la loro attività e condividere la nostra passione comune per i fiori.

Essendo giugno i papaveri sono stati il mio colpo di fulmine per varietà e colori.

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Ma non posso non nominare i fiordalisi, la scabiosa, le rose inglesi, la sanguisorba, la lavanda, la veronica, l’alchemilla, il dacus dara, l’acquilegia, la cosmea e…

Rose inglesi.

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Cotinus

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Cosmea semplice e doppia

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Snaquisorba, amni visnaga, nigella e scabiosa strawberry

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Acquilegia

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Scabiosa

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Un luogo incantato dove si vive e lavora in armonia con i ritmi della natura.

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6 tappe del Fuorisalone con i fiori

 
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Come ogni anno, ad aprile, Milano ospita la settimana del design e  tutti gli eventi del Fuorisalone.

Per me è diventato un appuntamento imperdibile. Due aspetti mi hanno colpito di questa edizione: i fiori e il dialogo fra antico e moderno.

Incomincio con il marchio danese  Hay (di cui vi avevo parlato nel post a Copenaghen) ospitato a Palazzo Clerici. Lo stile nordico  è stato perfettamente inserito nelle magnifiche sale neoclassiche decorate con marmi e stucchi dorati. Un perfetto equilibrio dove i fiori hanno dato quel tocco di accoglienza.

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Proseguo con Palazzo Litta (origini barocche) nel cui cortile quest’anno è stata ospitata l’installazione  dello studio londinese di Asif Khan” Tempietto nel bosco”.

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In corso Magenta,  da Raw,  sono stata rapita dalle stoffe floreali nate dalla nuova collaborazione fra il marchio americano John Derian e il marchio inglese Designer Guild e presentate tra i fiori del laboratorio floreale Flo.

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In piazza Duomo fermata da Tiffany che per questo evento ha chiesto la collaborazione di 5 artiste per interpretare le serre in argento per ciascuna delle cinque vetrine. E all’interno del negozio, fiori ovunque, nelle serre, appesi …

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Il cortile di palazzo Serbelloni ha ospitato l'installazione Swarovski  e il piano nobile ha aperto i suoi saloni al marchio danese Gubi per la presentazione della  collezione “Tra vecchio e nuovo”.

Entrando nel “Palazzo Swarovski” si viene avvolti da una miriade di riflessi e giochi di luce.

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Salendo al piano superiore sono stata affascinata dagli allestimenti floreali creati da Christian Tortu per Gubi. La scelta dei fiori, dei colori, e degli accostamenti, insoliti con elementi naturali presi dal mondo vegetale era perfettamente studiata per gli incredibili saloni e arredi .

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E infine il Palazzo Bocconi ha accolto l’installazione di Louis Vitton per la presentazione della nuova collezione "Objet nomades". Nel cortile è stata installata la Hexacube House “casa bolla” progettata nel 1970 dal designer greco George Candilis. Al piano nobile una cascata di 10.000 fiori di carta accoglieva noi visitatori.

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Voi siete riusciti a fare un salto? Cosa vi ha lasciato a bocca aperta?

 
 

Fuorisalone 2017

 
 tania muser
 

Anche quest’anno ho dedicato 2 giorni agli eventi del Fuorisalone di Milano, appena conclusosi. Il Fuorisalone, per me, è una fonte di ispirazione ineguagliabile. Si respira un’energia estremamente positiva, frizzante e contagiosa. In particolare, quest’anno ho scoperto alcuni fornitori interessanti per le mie attività relative ai matrimoni ed ai corsi. Quest’anno c’erano 1498 eventi e ho dovuto fare una cernita. Mi sono concentrata su Ventura Centrale&Lambrate, distretto Isola e Brera.

Mercoledì

Prima tappa: Ventura centrale

La co-founder e art director di Ventura Project, per la prima volta, ha utilizzato gli ex magazzini della stazione Centrale come location per ospitare una serie di installazioni. L’impatto scenografico è riuscito a parer mio, i magazzini nella loro nudità (cemento non lavorato e soffitti alti a volta)  sono stati perfetti come background per esaltare gli eventi proposti da affermati designer della scena mondiale.

Seconda tappa: distretto Isola

Questo distretto, che si sviluppa alle spalle della stazione Garibaldi, si è molto ampliato negli ultimi anni con importanti costruzioni: Torre Unicredit, la piazza Gae Aulenti, Unicredt Pavillon e il famoso bosco verticale.

Proprio in via Pastrengo ci sono due noti floral designer della scena milanese: Numero 9 floral design (stile minimalista e molto pulito) e Offfi (romantico e molto colorato).

Non potevo mancare al Design market che ospitava quest’anno ben 30 giovani autori selezionati. Qui ho conosciuto due ragazze italiane che vivono e lavorano a Barcellona e creano Lollipos personalizzati (ideali come segnaposto per una tavolata di bambini oppure per un tavolo delle meraviglie) e la creatrice di Baulhaus che crea collane con elementi in ceramica dal gusto retro (ho visto delle spille ideali per bomboniere insolite).

Terza tappa: Fondazione Feltrinelli

Patricia Urquiola ha creato per il 90° anniversario di Cassina l’evento “Il futuro in mostra”. La fondazione è una splendida teca in vetro che si affaccia su Milano, dove i confini fra il dentro e il fuori sono annullati. L’installazione coinvolge completamente il visitatore. Ne sono rimasta affascinata e divertita: stendendomi sul letto si è azionata la sveglia parlante che proiettava una serie di immagini sul muro e veniva azionato un video con immagini di natura, e poi nel bagno c’era la saponetta chiacchierina.

Pomeriggio

Prima tappa: Casa Gifu

Un angolo di Giappone nel centro di Brera con le installazione di Eoles e Minoshi Garden create con la carta e l’antica tradizione artigianale nipponica della coltelleria.

Seconda tappa: a zonzo per le vie di Brera incontrando

·         la poltrona di Gaetano Pesce : un grande monumento alla donna, sintesi tra scultura, design, moda e denuncia sociale;

·         lo scrigno del cielo: una torre composta da una miriade di profili di legno e metallo. Ci sono 4 aperture che inquadrano uno specchio posto all’interno della torre che riflette il cielo;

·         via Palermo dove quasi ogni cortile ospitava un evento o installazione.

Ultima tappa: Doppia firma presso la sala da Ballo del Parnaso della galleria d’arte Moderna

Incontro tra artigianato e designer europei tra i più sperimentali in una cornice maestosa come la sala da Ballo del Parnaso.

 

Nel prossimo post la seconda giornata dedicata a Ventura Lambrate.

 

hygge e fiori

 
 

Questa’anno una delle parole più di moda è il vocabolo danese “hygge”, intraducibile! Cosa significa esattamente? Diciamo che si può tradurre con “creare un’atmosfera accogliente, piacevole, intima assaporando i piaceri della vita, circondati dall’affetto delle persone care”. Ed è proprio vero, siamo stati a Copenaghen recentemente e, dappertutto si respira questo modo di vivere. Al nostro arrivo siamo stati subito sorpresi dall’assenza di rumori e questa tranquillità ci ha accompagnato per tutta la giornata. Una città piacevole, rilassante, a misura d’uomo con una luce intensa e una forza della natura che si respira dappertutto (sole, acqua, vento).

E’ stata una giornata piena di ispirazione. Ho potuto dedicarmi alla scoperta del design danese (che rivedrò la prossima settimana a Milano durante la settimana del design).
Cosa mi ha colpito di più? La presenza costante di fiori e piante.
Fiori, fiori, fiori: in vaso, appesi, in vetrina, sui tavoli, nella decorazione dei piatti …
Piante: fiorite, verdi, piccole,medie grandi …
Non c’era angolo senza fiori e piante.
La continua ricerca di bellezza, di colori, di dettagli la si trova ovunque dal piccolo bar, al negozio di design.

In uno stupendo palazzo storico siamo entrati nel mondo di Hay House (una compagnia di design che sarà presenteanche quest’anno al fuori salone di Milano, la prossima settimana) dalle cui finestre di godeva una vista incredibile della piazza sottostante.

E che dire del mondo delle porcellane della Royal Copenaghen, una delle più antiche manifatture al mondo (1775). Tutto il negozio era dedicato alle decorazioni pasquali, con muschio, alberi, fiori, bulbi e gli stupendi ovetti in ceramica con decorazioni floreali.

In un piccolo vicolo c’era Stilleben un negozio romantico ed eclettico, con sapiente uso dei colori all’interno.

Non poteva mancare il pranzo in un ristorante molto accogliente con un’ incredibile serra all’interno. E soste al caldo per un caffè e per le famose danish pastries.

Nel pomeriggio, con un raggio di sole tra pioggia e nuvole, un salto alla sirenetta non poteva mancare!

Per concludere, la prossima settimana sarò al fuori Salone di Milano, per conoscere le ultime tendenze nel mondo del design. Un appuntamento imperdibile per avere ispirazioni.

 
 

sabato a berlino

 
 

Sabato a Berlino!
Partenza di mattina per Berlino per incontrare una mia carissima amica che non vedevo da anni.
Lista delle cose da vedere preparata durante la settimana sfogliando la rivista di design Living alla ricerca di negozi di tendenza e luoghi insoliti da visitare.
Ho dovuto fare una scelta perché il tempo a disposizione non era molto. Assolutamente erano due i luoghi che non potevo mancare: i cappelli di Fiona Bennet e lo spazio Soho House Berlin.

Con Giselle, la mia amica, mi sono subito diretta da Fiona Bennet,  la “cappellaia”,  che ha messo in testa ai berlinesi migliaia di cappelli per tutte le occasioni. Varcando la soglia del negozio si entra in un mondo affascinante di altri tempi: il negozio/laboratorio è all’interno di una vecchia fabbrica di sapone. Fiona e il suo team lavorano in vetrina con vista dalla strada. Un mondo magico in bianco dove cappelliere, nastri,  perle, fiori in stoffa, piume, bozzetti, cappelli da finire, modelli di teste in legno ti avvolgono e per me è stato come per Alice entrare nel paese delle meraviglie.

Varcando la porta accanto ci si ritrova invece nel futuro, in un negozio con specchi e  pareti di alluminio abiti, scarpe e accessori dalle linee e colori vivaci.

Un tappa per ristorarci in un bar molto accogliente due porte dopo! La giornata era così luminosa che tutto si specchiava nelle vetrine.

Solo a Berlino il taxi può essere una Peugeot del 1963 disegnata da Pininfarina con tettuccio apribile.

E con questo mezzo di trasporto eccoci dirette a Soho House Berlin. Un nuovo spazio che offre tutto: barberia, fioraio, libreria, caffetteria, angolo vinili e naturalmente moda. Il tutto in un edificio a due piani con delle grandi vetrate dove, in perfetto equilibrio tra moderno e vintage, puoi rilassarti in uno dei tanti angoli con poltrone e tavolini sorseggiando un the oppure esplorare le ultime tendenze creative.

Per concludere questa mia breve ma intensa gita a Berlino ho notato con grande piacere la tendenza ad arredare con piante in qualsiasi locale, direi che lo stile urban jungle è un vero must! E ovviamente non mancano i fiori!

 
 

UNA FINESTRA SULLA SICILIA

 
 

Il mio viaggio alla scoperta della Sicilia. Ciò che mi ha colpito maggiormente oltre alle sue incredibili bellezze storiche sono stati i profumi, la natura, la luce e i colori. La prima tappa è stata Palermo, una città incredibile, intensa, caotica, colorata, contraddittoria e profumata. Angoli mozzafiato, palazzi dove ancora puoi sentire gli echi di un’epoca passata. Mi sentivo completamente trasportata nel tempo, nelle atmosfere del Gattopardo. Lunghi viali con jacaranda, Apecar con frutta e verdura, mercati rionali, il tutto mi riportava ad altre latitudini. E poi ho ritrovato il profumo inebriante dei fiori bianchi di frangipane.

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Un tappa imperdibile è stato l’orto botanico. E’ un mondo unico in Europa, denso di forme, colori e profumi. Varcando la soglia vieni avvolto dalla fragranza del fiore di frangipane e catturato da piante–sculture ultracentenarie.

Proseguendo nel mio viaggio ho ammirato la valle dei templi e visitato il giardino di Kolymbethra restaurato dal Fai. Dopo le emozioni della valle dei templi il giardino di Kolymbethra è un’oasi di pace e verde con i suoi agrumeti, fichi d’India e macchia mediterranea.

Mi sono poi immersa nel barocco siciliano di Modica e Noto, unico al mondo. A Modica, ho soggiornato a Casa Talia, da cui si godeva una vista ineguagliabile delle sue oltre cento chiese. Qui, ogni mattina, uscendo dalla camera per andare nella terrazza–giardino per la colazione, venivo investita dai profumi intensi del gelsomino siciliano e dello stephanothis jasmoinoides. Non avevo mai sentito questi due profumi ed è stata una vera e propria scoperta.

Nel mio vagabondare ho incluso la piccola isola di Marettimo nelle Egadi e Panarea e Stromboli nelle Eolie. Su queste isole le giornate erano scandite dal sole e dal mare (niente macchine, niente illuminazione). Ho potuto godere di cieli stellati mai visti prima e delle fiammate del vulcano di Stromboli. Un’esperienza unica: questo vulcano ancora attivo, ogni ora circa erutta e di sera si possono vedere le lingue di fuoco rosso. Sono rimasta stregata da Stromboli con le sue spiagge di sabbia nera e il fondale marino con sassi lavici neri.

La natura è la vera padrona in queste isole. La luce accecante del sole, i colori intensi dei fiori e delle piante, le sfumature del mare e del cielo, sono in contrasto e allo stesso tempo in armonia con il colore della terra bruciata dal sole.

E le vostre vacanze?

 
 

FIORI E IL FUORI SALONE A MILANO #2

 
 

Ho trascorso la serata nel distretto simbolo del Fuorisalone, la zona di Tortona. Che effervescenza, giovani, famiglie tutti a godersi l’aria primaverile tra il Mudec e la zona ex Ansaldo che adesso ospita gallerie, spazi espositivi, showrooms.

La seconda giornata l’ho dedicata completamente a girovagare a Brera dove si trovano gli showrooms dei grandi marchi e non solo.  Avevo alcune mete prefissate ma mi sono anche goduta ciò che di passaggio incontravo. Per caso mi sono ritrovata di fronte alla chiesa sconsacrata di San Carpoforo dove all’interno c’era Bulthaup, il cui allestimento era veramente mozzafiato. L’essenzialità delle linee, tono su tono per i mobili che interagivano perfettamente con i muri della chiesa. E in tutto ciò un tavolata lungo il quale erano disposti vasi con ranuncoli bianchi.

Tra le mie mete c’era l’orto Botanico all’interno dell’Università degli studi di Milano, una piccola oasi di pace nel centro della città. L’orto è stato creato nel 1774 sotto l’imperatrice Maria Teresa d’Austria.  Anche qui sparsi per il giardino mobili di design su cui sedersi e rilassarsi. Peonie sbocciate, delicati fiori azzurri di orchidea oltre ad uno splendido glicine rampicante. Lungo il loggiato dell’università 50 oggetti icona riproposti. Dialogo tra moderno e antico.

E poi in via Palermo un susseguirsi di designer come HayMarimekko. Marimekko ha arredato un appartamento, ogni stanza curata nei minimi particolari e l’insieme molto romantico in stile nordico. E sempre in via Palermo al n. 1 l’orto cinetico costruito sul tetto di un edificio. Un angolo fresco, delizioso, e colorato con un mix di fiori e verdura.

Ma prima di terminare non potevo non parlare dell’Hotel Diurno, un luogo magico aperto in via eccezionale per tutta la settimana del Fuorisalone. Un gioiello che grazie al FAI ha ripreso vita. Questo luogo che si trova nel sottosuolo alla fermata della metropolitana di Porta Venezia, era stato progettato da Piero Portaluppi tra il 1923 e il 1925. Qui erano ospitati bagni, terme, barbieri, parrucchieri e manicure per signore. Un salto a ritroso nel tempo… Sempre per il Fuorisalone ho visitato anche alcune stanze dell’appartamento di Piero Portaluppi  (la casa attualmente è abitata dal nipote), il fascino degli ambienti è rimasto lo stesso. Accanto c’è la vigna di Leonardo nella casa degli Attellani che non sono riuscita a vedere ma mi dicono assolutamente da non perdere.

 
 

FIORI E IL FUORI SALONE A MILANO #1

 
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A Milano, ad aprile ogni anno si svolge la settimana del design che comprende il salone del mobile e il Fuorisalone. Il Salone del mobile è nato nel 1961 per promuovere le esportazioni italiane dell’arredo ed i suoi componenti. Ad oggi è un appuntamento imperdibile per il design a livello italiano ed europeo. Per Il Fuorisalone quest’anno ci sono stati 1258 eventi sparsi in tutta la città. Durante questa settimana la città apre le sue porte, i suoi tesori a tutti. Le zone più importanti sono: la Triennale, le 5 Vie, Brera, centro, Tortona e Lambrate.
Quest’anno ho deciso di dedicare due giorni agli eventi presenti al Fuorisalone. Nel costruire l’itinerario mi sono focalizzata sull’interazione fra design e spazi storici. L’imbarazzo della scelta era veramente enorme.

La prima tappa è un must del design: lo Spazio Rossana Orlandi. Uno spazio affascinante tra cui il cortile immerso nel verde con un lungo tavolo di legno bianco con una sequela di vasi fioriti. Accanto il ristorante Marta con una decorazione floreale moderna e spumeggiante.

Proseguendo ho visitato due palazzi storici. Palazzo Litta che ospitava nel cortile un villaggio africano 2.0 ideato da Francis Kerè. Al piano superiore mi ha colpito il progetto di arredo per case minuscole di Singapore. Il soffitto era completamente coperto da palloncini colorati… Palazzo Turati ospitava i lavori di 125 designer olandesi. Entrando nel cortile la meraviglia di 15.000 bulbi di tulipani donati dal consolato olandese per ringraziare la città di Milano.

Continuando mi sono addentrata nella zona 5 Vie dietro Piazza Affari. Un reticolo di vicoli e viuzze dove in ogni angolo e cortile c’erano artigiani, piccoli negozi e installazioni in zone a dir poco insolite.

Una installazione in particolare era all’interno del Garage Sanremo, metà parcheggio e metà spazio espositivo. Interessante e molto stimolante la commistione fra luoghi insoliti e design. Sempre su questo filone si sono create installazioni in appartamenti vuoti e non ristrutturati ma ciascuno con una sua anima. La casa aperta Ladies & Gentlemen ne è un esempio con il corridoio coperto da una boiserie in legno nera,  le porte finestre con vetri colorati, per non parlare del terrazzo su un cortile chiuso.

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Ed infine l’ultima sosta è stata dallo stilista sardo Marras che ospitava Accumuli. Attraversando l’atrio del palazzo e aprendo un portone in vetro sono stata avvolta prima dal profumo inebriante del glicine e poi dai suoi fiori. Un angolo fiorito all’interno di un palazzo. Uno spazio dove il dentro e il fuori erano un continuo dialogo. Mazzi di fiori all’esterno, vestiti con tessuti floreali all’interno, carta da parati dai motivi floreali, pezzi di arredamento vintage. Il tutto creava un’atmosfera quasi onirica. Proseguendo si arrivava all’installazione Accumuli, un bagno di minimalismo con fili, terracotta e acqua. Ma l’ultimo scorcio era su una sala con tavoli imbanditi con porcellane, fiori e fotografie di persone ultracentenarie a far da cornice.

Il fil rouge di questa giornata: fiori e design.

Fine della prima parte!

 
 

LONDRA #2

 
 

Eccomi (un po’ in ritardo, scusate) con la seconda parte di Londra.

Dopo aver trascorso la domenica scoprendo nuovi mercatini e zone mai viste eccoci con il programma degli ultimi due giorni.

Una giornata è stata dedicata al corso sui social media. Il workshop si è tenuto nel sud di Londra, a Brixton in un edificio costruito nel 1871. Un ex mobilificio ristrutturato che ospita varie iniziative. Mi hanno colpito le grandi finestre da cui filtrava il sole che illuminava l’esposizione dei fiori che avremmo poi usato. I fiori usati per la decorazione della location erano molto naturali in perfetta sintonia con il luogo.

 Immagini tratte da www.flowerona.com

Immagini tratte da www.flowerona.com

L’ultimo giorno  lo abbiamo trascorso visitando la Saatchi Gallery con la retrospettiva su Chanel, la Tate Britain e il parco di Chiswick.

Non potevo perdermi la retrospettiva di Chanel presso la Saatchi Gallery a Chelsea, inaugurata proprio pochi giorni prima. La retrospettiva è stata curata da Karl Lagerfeld. Una interessante visione di Coco Chanel  condotta attraverso i sensi. Sono stati evidenziati gli elementie le esperienze di vita importanti per questa donna così audace. Una sala dedicata al  profumo Chanel N.5… Una installazione che ha ricreato le geometrie del giardino del convento dove è cresciuta… I gioielli-bijou fotografati da Karl Lagerfeld e indossati dalle celebrità… Una sala dedicata ai magnifici ricami…  Fino all’ultimo piano, dove c’erano dei workshop dedicati ai  profumi e al mondo del ricamo. È stato veramente emozionante. Vi consiglio di vedere i video che sono stati realizzati per questa retrospettiva.

È stata la prima volta che ho visito la Tate Britain (ingresso gratuito), la volta precedente avevamo visitato la Tate Modern con una mostra dedicata a Damien Hirst. Ci siamo concentrati  sulla collezione di Turner i cui quadri sono meravigliosi.

I parchi a Londra sono molti, c’è l’imbarazzo della scelta, questa volta abbiamo visitato Chiswick House &Gardens. All’interno del parco abbiamo il primo esempio di villa palladiana in Inghilterra fatta costruire dal terzo conte di Burlington. I giardini videro la nascita dell’English Landscape Movement e furono presi a modello per la creazione di celebri spazi verdi, il primo fra tutti il Central Park di New York. Se siete a Londra, da metà febbraio a metà marzo, non perdetevi il festival delle camelie (che purtroppo noi non abbiamo visto). Una collezione unica di camelie all’interno dell’affascinante serra disegnata nel 1813 da Samuel Ware per il 6° Duca del Devonshire. Anche qui ingresso gratuito per il parco e il festival delle camelie.

Ed infine ecco alcuni negozi di fiori che io adoro: