Quando Bending Spoons mi ha affidato la progettazione di un percorso di floral design dedicato ai propri collaboratori, ho accolto l'invito come un'interessante occasione di dialogo tra due mondi solo apparentemente distanti: quello della tecnologia e quello della natura.
La creatività, del resto, attraversa discipline diverse. Cambiano gli strumenti, ma restano immutati la capacità di osservare, la sensibilità progettuale e la ricerca dell'equilibrio.
Da questa riflessione sono nati quattro workshop, ospitati presso la sede milanese dell'azienda. Ogni incontro, condotto in doppia lingua – italiano e inglese – ha coinvolto un gruppo ristretto di partecipanti provenienti da contesti e nazionalità differenti, permettendo di lavorare in un ambiente raccolto e inclusivo e favorendo un confronto diretto con il materiale vegetale.
La prima parte del laboratorio era dedicata a una breve introduzione sul mondo dei fiori: la stagionalità, le caratteristiche botaniche e il modo in cui forma, colore e movimento contribuiscono alla costruzione di una composizione. Successivamente, ogni partecipante ha realizzato il proprio elaborato, interpretando i materiali secondo la propria sensibilità.
Uno degli aspetti più interessanti è stato osservare il rapporto che ciascuno instaurava con i fiori. C'era chi si soffermava sulle proporzioni, chi seguiva l'andamento naturale degli steli, chi costruiva la composizione in modo intuitivo. Abituate a lavorare quotidianamente con strumenti digitali, quelle mani trovavano un diverso ritmo, più lento e attento, lasciando spazio all'osservazione e alla materia.
Per uno dei quattro workshop ho scelto una palette costruita attorno alle tonalità del rosa, accostando varietà differenti per texture, portamento e movimento. Tutti i partecipanti disponevano degli stessi elementi, ma il risultato finale restituiva composizioni profondamente diverse tra loro.
È forse questo l'aspetto che più mi interessa del floral design: il materiale rimane lo stesso, mentre cambia lo sguardo di chi lo interpreta. Ogni composizione riflette un modo personale di osservare la natura, di costruire un equilibrio e di raccontare una forma.
Portare il linguaggio del design floreale all'interno di un contesto aziendale significa offrire uno spazio in cui esercitare attenzione, sensibilità e capacità di osservazione. Competenze che appartengono tanto al progetto quanto al lavoro quotidiano.
La testimonianza di Bending Spoons
"Abbiamo avuto il piacere di ospitare Tania Muser Fiori per quattro workshops in lingua inglese presso i nostri uffici e i partecipanti sono stati entusiasti dell'esperienza. Tania si è dimostrata estremamente professionale, precisa e coinvolgente. I workshops sono stati interessanti, ben strutturati e adatti a partecipanti di tutti i livelli. Saremo felici di collaborare nuovamente con lei anche in futuro."
