atmosfera romantica per uno shoot in Valpolicella

 
 
 

Una giornata immersa nella luce delicata e dorata di fine settembre, è stata la cornice perfetta per questo shoot. Due parole sui colori e fiori e molto spazio alle splendide immagini di Sotiris che ne ha saputo cogliere la magia e bellezza.

Colori: il primo passaggio fondamentale nell’ideare le decorazioni floreali, è la scelta del colore. Ho individuato due colori principali: il rosa ed il verde nelle diverse sfumature; a cui ho aggiunto una pennellata di bordeaux e blu/viola per donare intensità e contrasto alle decorazioni.

Fiori: la consistenza dei petali e la forma dei boccioli hanno un ruolo molto importante. È come per le stoffe: ci sono diverse pesantezze, trame e materiali. Cerco sempre di creare abbinamenti insoliti. Qui alla leggerezza dei petali di lisianthus ho contrapposto la consistenza materica della bacche di viburnum blu/viola. L’effetto della seta, l’ho ottenuto con le rose, mentre le trasparenze del pizzo con l’amni visnaga. Infine un cenno al cosmos (fiore stagionale che si trova tra fine settembre e metà ottobre), fiore dalla corolla che sembra disegnata da un bambino, con petali dall’intenso color bordeaux vellutato, che sul lungo ed esile stelo dona leggerezza ed eleganza in qualsiasi contesto.

Un ringraziamento a tutto il team che ha reso possibile questo servizio fotografico anche pubblicato su varie riviste di settore:

Style me pretty: Debonhair Vineyard Garden wedding in Verona

Adorn Magazine: Italian garden wedding at Hotel Villa Giona

Dear Gray Magazine- Verona wedding morning

Wedding Planner: Alessandra Benedett

Makeup: Michela Dalla Brea 

Hair: AN-J

Wedding Dress: Mara Rossi, Tiffany Atelier Sposa, Villafranca (Verona) 

Jewelery: Skusa 

Venue: Hotel Villa Giona

 

Fuorisalone 2017

 
tania muser
 

Anche quest’anno ho dedicato 2 giorni agli eventi del Fuorisalone di Milano, appena conclusosi. Il Fuorisalone, per me, è una fonte di ispirazione ineguagliabile. Si respira un’energia estremamente positiva, frizzante e contagiosa. In particolare, quest’anno ho scoperto alcuni fornitori interessanti per le mie attività relative ai matrimoni ed ai corsi. Quest’anno c’erano 1498 eventi e ho dovuto fare una cernita. Mi sono concentrata su Ventura Centrale&Lambrate, distretto Isola e Brera.

Mercoledì

Prima tappa: Ventura centrale

La co-founder e art director di Ventura Project, per la prima volta, ha utilizzato gli ex magazzini della stazione Centrale come location per ospitare una serie di installazioni. L’impatto scenografico è riuscito a parer mio, i magazzini nella loro nudità (cemento non lavorato e soffitti alti a volta)  sono stati perfetti come background per esaltare gli eventi proposti da affermati designer della scena mondiale.

Seconda tappa: distretto Isola

Questo distretto, che si sviluppa alle spalle della stazione Garibaldi, si è molto ampliato negli ultimi anni con importanti costruzioni: Torre Unicredit, la piazza Gae Aulenti, Unicredt Pavillon e il famoso bosco verticale.

Proprio in via Pastrengo ci sono due noti floral designer della scena milanese: Numero 9 floral design (stile minimalista e molto pulito) e Offfi (romantico e molto colorato).

Non potevo mancare al Design market che ospitava quest’anno ben 30 giovani autori selezionati. Qui ho conosciuto due ragazze italiane che vivono e lavorano a Barcellona e creano Lollipos personalizzati (ideali come segnaposto per una tavolata di bambini oppure per un tavolo delle meraviglie) e la creatrice di Baulhaus che crea collane con elementi in ceramica dal gusto retro (ho visto delle spille ideali per bomboniere insolite).

Terza tappa: Fondazione Feltrinelli

Patricia Urquiola ha creato per il 90° anniversario di Cassina l’evento “Il futuro in mostra”. La fondazione è una splendida teca in vetro che si affaccia su Milano, dove i confini fra il dentro e il fuori sono annullati. L’installazione coinvolge completamente il visitatore. Ne sono rimasta affascinata e divertita: stendendomi sul letto si è azionata la sveglia parlante che proiettava una serie di immagini sul muro e veniva azionato un video con immagini di natura, e poi nel bagno c’era la saponetta chiacchierina.

Pomeriggio

Prima tappa: Casa Gifu

Un angolo di Giappone nel centro di Brera con le installazione di Eoles e Minoshi Garden create con la carta e l’antica tradizione artigianale nipponica della coltelleria.

Seconda tappa: a zonzo per le vie di Brera incontrando

·         la poltrona di Gaetano Pesce : un grande monumento alla donna, sintesi tra scultura, design, moda e denuncia sociale;

·         lo scrigno del cielo: una torre composta da una miriade di profili di legno e metallo. Ci sono 4 aperture che inquadrano uno specchio posto all’interno della torre che riflette il cielo;

·         via Palermo dove quasi ogni cortile ospitava un evento o installazione.

Ultima tappa: Doppia firma presso la sala da Ballo del Parnaso della galleria d’arte Moderna

Incontro tra artigianato e designer europei tra i più sperimentali in una cornice maestosa come la sala da Ballo del Parnaso.

 

Nel prossimo post la seconda giornata dedicata a Ventura Lambrate.

 

hygge e fiori

 
 

Questa’anno una delle parole più di moda è il vocabolo danese “hygge”, intraducibile! Cosa significa esattamente? Diciamo che si può tradurre con “creare un’atmosfera accogliente, piacevole, intima assaporando i piaceri della vita, circondati dall’affetto delle persone care”. Ed è proprio vero, siamo stati a Copenaghen recentemente e, dappertutto si respira questo modo di vivere. Al nostro arrivo siamo stati subito sorpresi dall’assenza di rumori e questa tranquillità ci ha accompagnato per tutta la giornata. Una città piacevole, rilassante, a misura d’uomo con una luce intensa e una forza della natura che si respira dappertutto (sole, acqua, vento).

E’ stata una giornata piena di ispirazione. Ho potuto dedicarmi alla scoperta del design danese (che rivedrò la prossima settimana a Milano durante la settimana del design).
Cosa mi ha colpito di più? La presenza costante di fiori e piante.
Fiori, fiori, fiori: in vaso, appesi, in vetrina, sui tavoli, nella decorazione dei piatti …
Piante: fiorite, verdi, piccole,medie grandi …
Non c’era angolo senza fiori e piante.
La continua ricerca di bellezza, di colori, di dettagli la si trova ovunque dal piccolo bar, al negozio di design.

In uno stupendo palazzo storico siamo entrati nel mondo di Hay House (una compagnia di design che sarà presenteanche quest’anno al fuori salone di Milano, la prossima settimana) dalle cui finestre di godeva una vista incredibile della piazza sottostante.

E che dire del mondo delle porcellane della Royal Copenaghen, una delle più antiche manifatture al mondo (1775). Tutto il negozio era dedicato alle decorazioni pasquali, con muschio, alberi, fiori, bulbi e gli stupendi ovetti in ceramica con decorazioni floreali.

In un piccolo vicolo c’era Stilleben un negozio romantico ed eclettico, con sapiente uso dei colori all’interno.

Non poteva mancare il pranzo in un ristorante molto accogliente con un’ incredibile serra all’interno. E soste al caldo per un caffè e per le famose danish pastries.

Nel pomeriggio, con un raggio di sole tra pioggia e nuvole, un salto alla sirenetta non poteva mancare!

Per concludere, la prossima settimana sarò al fuori Salone di Milano, per conoscere le ultime tendenze nel mondo del design. Un appuntamento imperdibile per avere ispirazioni.

 
 

sabato a berlino

 
 

Sabato a Berlino!
Partenza di mattina per Berlino per incontrare una mia carissima amica che non vedevo da anni.
Lista delle cose da vedere preparata durante la settimana sfogliando la rivista di design Living alla ricerca di negozi di tendenza e luoghi insoliti da visitare.
Ho dovuto fare una scelta perché il tempo a disposizione non era molto. Assolutamente erano due i luoghi che non potevo mancare: i cappelli di Fiona Bennet e lo spazio Soho House Berlin.

Con Giselle, la mia amica, mi sono subito diretta da Fiona Bennet,  la “cappellaia”,  che ha messo in testa ai berlinesi migliaia di cappelli per tutte le occasioni. Varcando la soglia del negozio si entra in un mondo affascinante di altri tempi: il negozio/laboratorio è all’interno di una vecchia fabbrica di sapone. Fiona e il suo team lavorano in vetrina con vista dalla strada. Un mondo magico in bianco dove cappelliere, nastri,  perle, fiori in stoffa, piume, bozzetti, cappelli da finire, modelli di teste in legno ti avvolgono e per me è stato come per Alice entrare nel paese delle meraviglie.

Varcando la porta accanto ci si ritrova invece nel futuro, in un negozio con specchi e  pareti di alluminio abiti, scarpe e accessori dalle linee e colori vivaci.

Un tappa per ristorarci in un bar molto accogliente due porte dopo! La giornata era così luminosa che tutto si specchiava nelle vetrine.

Solo a Berlino il taxi può essere una Peugeot del 1963 disegnata da Pininfarina con tettuccio apribile.

E con questo mezzo di trasporto eccoci dirette a Soho House Berlin. Un nuovo spazio che offre tutto: barberia, fioraio, libreria, caffetteria, angolo vinili e naturalmente moda. Il tutto in un edificio a due piani con delle grandi vetrate dove, in perfetto equilibrio tra moderno e vintage, puoi rilassarti in uno dei tanti angoli con poltrone e tavolini sorseggiando un the oppure esplorare le ultime tendenze creative.

Per concludere questa mia breve ma intensa gita a Berlino ho notato con grande piacere la tendenza ad arredare con piante in qualsiasi locale, direi che lo stile urban jungle è un vero must! E ovviamente non mancano i fiori!

 
 

Alla scoperta di insolite varietà di ellebori

 
 
 

Oggi vi racconto della gita a Solferino che ho fatto  per scoprire delle insolite varietà di ellebori coltivati da Laura Buonadonna nel suo “Insolito giardino”. Ho incontrato Laura a settembre, a Mantova dove esponeva nella cornice del Festival della Letteratura, la sua produzione locale di bulbi di tulipani, narcisi ed iris. Naturalmente ho comprato diverse varietà di tulipani e narcisi e con impazienza sto monitorando la loro crescita. Ci siamo sentite varie volte negli ultimi mesi per sapere quando i suoi ellebori avessero incominciato a sbocciare, in genere la fioritura inizia a dicembre. Quest’anno la fioritura ha ritardato a causa della mancanza di pioggia e del freddo troppo intenso a gennaio. Alla fine è arrivato il messaggio e lunedì sono andata a trovarla.

Il suo “Insolito giardino ” è nato circa 20 anni fa, quando Laura e due famiglie di amici hanno acquistato un terreno costruendo ciascuno la propria abitazione, lasciando il giardino in comune. Dal giardino, nelle giornate limpide, si vedono il lago di Garda e le montagne circostanti. E’ un’oasi di pace e tranquillità.

Nonostante la giornata piuttosto grigia, il giardino possedeva un’atmosfera magica. Sono stata subito attratta dalla pianta di anzeruolo con piccole meline rosse commestibili e dai fiorellini rosa del viburnum dawn foresi. Da perfetta padrona di casa Laura mi ha accompagnato nella scoperta del suo giardino indicandomi i vari tipi di ellebori sparsi nella proprietà. Ho potuto scoprire delle varietà non comuni come: gli ellebori picotee con delicate venature bordeaux, la varietà guttata puntinata, gli ellebori a fiore doppio, ellebori color rosa antico, ellebori bordeaux e blu. Negli anni gli ellebori si sono riprodotti un po’ dappertutto.

Laura ed io ci siamo date appuntamento ad aprile quando il giardino e tutte le bulbose saranno in piena fioritura. Per il momento ho portato a casa un elleboro bordeaux e uno blu (ogni giorno spio quest’ultimo per vedere quando sboccia).

Per terminare, alcune informazioni tecniche: l’elleboro è una pianta perenne, rustica resistente al freddo, che fiorisce dall’inizio dell’inverno fino ad aprile. La varietà che si trova più facilmente nei vivai è l’hellebours niger dai candidi fiori bianchi. Questa pianta è anche conosciuta come Rosa di Natale, nei paesi anglossassoni era tradizione usarla per le decorazioni natalizie. Ama la mezza ombra, ad aprile quando termina la fioritura è consigliabile metterla in un posto all’ombra fino all’autunno. Se piantata nel terreno si propaga.

 

9 fiori da abbinare al colore dell’anno

 
 

Verde-greenery 15-343 colore dell’anno! La società Pantone a novembre decreta il colore dell’anno successivo definendone il trend nella moda, nel design, nell’arredo ed anche nei matrimoni.
Amo la definizione e motivazione che Pantone ha dato per questa scelta: è un colore giallo-verde piccante che parla del nostro bisogno di esplorare, sperimentare e reinventare. Ci richiama alla mente le prime giornate di primavera, il fogliame rigoglioso che invita a prendere un respiro profondo, ad ossigenarsi e sentirsi rinvigoriti.

Per chi di voi si sposa quest’anno, il verde-greenery sarà facile da inserire nei vostri moodboard. Il verde potrà essere l’unico colore del vostro matrimonio oppure potrà fare da accompagnamento agli altri colori. Oltre al classico e evergreen bianco-verde, gli abbinamenti possibili sono molti: in questo link alcune  proposte.
Anche per i fiori non manca la scelta, eccone alcuni che trovo particolarmente interessanti:

  • garofano “prado”, annuale
  • lisianthus verde acqua, migliore qualità primavera-estate
  • rosa dell’Ecquador, annuale
  • ortensia verde acqua, primavera estate
  • santino froggy, annuale
  • viburnum opolus, maggio
  • bacca di iperico verde, annuale
  • amnivisnaga, primavera-estate
  • trachelium, annuale
  • dianthus tricky, annuale

Infine, per il vostro matrimonio, il verde sarà perfetto per qualsiasi stile scegliate: dal moderno al romantico, dall’elegante al naturale.
Ecco alcuni moodboard a cui potrete ispirarvi. E voi avete già scelto i colori per il vostro matrimonio?

Immagini tratte da Pinterest

 
 

matrimonio dicembrino in bianco e rosso

 
 

Poche parole e molto spazio alle incantevoli foto fatte da Paolo Castagnedi per il matrimonio dicembrino di Chiara (raggiante, dolce e romantica) e Alessio (che non ho avuto il piacere di conoscere personalmente).
Durante il nostro primo incontro avvenuto in primavera, Chiara mi ha espresso il desiderio di usare il rosso come filo conduttore della loro festa. Le ho proposto, di conseguenza, un moodboard floreale invernale con: anemoni bianchi e rossi, tulipani doppi rossi, ranuncoli bianchi e rossi, brunia argentata, brunia ramata, meline, arance essiccate, bacche di rosa rossa, pino argentato, pino normandianno e tuya verde e argentata.

Per la chiesa di San Zeno ho suggerito una palette di colori neutra, composta da bianco, sfumature di verde e pennellate di grigio-argento. Essendo questa chiesa riccamente affrescata, i colori neutri del bianco e del verde erano ideali per esaltare i fiori e al contempo la maestosità della pala del Mantegna, proprio alle spalle dell’altare maggiore.

Con un abito bianco neve, per Chiara il rosso era un must. Accanto al candore di anemoni, ranuncoli e boccioli di roselline ho aggiunto dei tocchi di rosso con bacche di rosa. Chiara ha richiamato il rosso anche nel make-up con il rossetto.

Dal pranzo in poi, atmosfera frizzante e festiva con il rosso protagonista assoluto in tutte le decorazioni. Dal segnaposto al centrotavola, dal tableau nozze alla decorazione della torta nuziale. Ho creato giardini floreali avvolti in morbido panno bianco per i tavoli degli ospiti e pasticcini floreali per il tavolo degli sposi. Segnaposti con pino e meline rosse e una cascata di fiori rossi per la torta.

Grazie ancora a Chiara e Alessio e a Paolo per aver potuto condividere il loro giorno!

Ps: le foto dei fiori sono mie.

 
 

ANEMONE

 
 
 

Nella galleria dei fiori invernali è arrivato il momento di dedicare del tempo all’anemone, un fiore timido di primo acchito. E’ un fiore pieno di grazia, che si impara ad amare un po’ alla volta. Quando acquisto i fiori, gli anemoni appaiono sempre dimessi accanto ad altri molto più appariscenti, come ad esempio i ranuncoli, i tulipani oppure le rose. I mazzi di anemoni hanno sempre la maggior parte dei boccioli molto chiusi, avviluppati su stessi, come se dovessero nascondere un segreto.

Una volta arrivati in laboratorio, incomincia l’attesa: un poco alla volta si schiudono prendendosi tutto il tempo necessario. La forma in cui si aprono, mi ricordala piroetta di una ballerina con una leggera gonna in velo quasi trasparente. Quando è finalmente sbocciato,l’anemone rivela tutta la sua magnificenza con il centro nero contornato da petali leggeri dai colori molto intensi. Si passa dal bianco candido perfetto per un bouquet invernale al rosso vivo ideale per Natale e San Valentino,  all’eleganza senza tempo del bordeaux, all’intenso fucsia terminando con misterioso blu-viola.

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Per terminare, ecco alcuni consigli pratici: gli steli sono vuoti e perciò delicati e di conseguenza bisogna maneggiarli con cura; hanno bisogno di poca acqua (massimo 5 dita nel vaso) e, se composti all’interno di un mazzo o composizione bisogna tener presente che crescono sovrastando gli altri fiori (lo stesso succede anche con i tulipani). Se dovete fare un lavoro, il consiglio è prenderli almeno 3 giorni prima in modo che si possano aprire.

Mi sono imbattuta in queste fotografie di anemoni da cui sono stata subito rapita, scattate da Jessica, una floral designer californiana che mi ha rivelato che sono uno dei suoi fiori preferiti. Direi che ne ha colto appieno la loro bellezza.

E voi nella hit parade dei fiori invernali quale preferite?

 

fiori per la vostra tavola di Natale

 
 

Per la vostra tavola di Natale propongo i colori dell’oggettistica del concept store Froh Sinn a Zurigo, abbondante neve, il calore e la luce delle candele e queste decorazioni floreali:

  • mazzo di benvenuto, se potete in vaso azzurro
  • 3 bouquet di rose bianche per il vostro centrotavola
  • piccolo mazzo per ciascun invitato da appoggiare  se potete su tovaglioli blu

INGREDIENTI
mazzo di benvenuto

  • 1 ramo medio di pino normandianno
  • 1 ramo medio di pino argentato
  • 2 rami piccoli di cipresso argentato con pigne
  • 2 steli di bacche di brunia argentata
  • 2 steli di bacche di iperico bianco
  • 1 stelo di eryngium blu

bouquet di rose

  • 6 steli di rose bianche ben aperte
  • tuya quanto basta

mazzolino per ciascun invitato

  • 1 stelo di rosellina bianca ramificata
  • 1 stelo di iperico bianco
  • 1 stelo di eryngium blu naturale
  • tuya, pino, cipresso quanto basta
  • rametto con bacche di eucalipto

Consigli per l’esecuzione

Mazzo di benvenuto: iniziate con i due rami grandi di pino leggermente sovrapposti, continuate aggiungendo a varie altezze il cipresso argentato e terminate con il gruppo di bacche sul davanti. Se desiderate potete anche inserire un filo sottile di luci led tra i rami.

Bouquet di rose: togliete a ciascun stelo di rosa tutte le foglie e poi con la tecnica della spirale create il bouquet (ecco il link con la tecnica). Al termine legatelo con dello spago o nastro e ricoprite i gambi delle rose con piccoli rami di tuya che avrete preparato prima.

Mazzolino per ciascun invitato: suddividete lo stelo di rosa ramificata e lo stelo ramificato di eryngium in modo da ottenere tanti piccoli steli e preparate dei rami corti di verde vario. Iniziate con l’eryngium, poi aggiungete del verde, continuando con le roselline, l’iperico bianco e il rametto di eucalipto. Legate con del nastro o corda tinta blu cenere.

Se avete bisogno di ulteriori consigli per la decorazione della vostra tavola di Natale inviatemi pure una mail e con piacere vi risponderò. Non vedo l’ora di vedere le foto delle vostre realizzazioni!

Se volete approfondire le vostre conoscenze, oppure regalare un corso vi aspetto per il workshop di San Valentino il cui tema sarà  come creare un bouquet direttamente in vaso. Ecco il link con tutti i dettagli.

Buon Natale, ci rivediamo a gennaio!

 
 

piccoli allestimenti a cui ispirarsi per casa

 
 

Sabato scorso, nella serra di Villa La Valverde ho creato dei piccoli allestimenti a cui ispirarsi per casa. Ho iniziato il giorno prima scegliendo i fiori ed i vasi che volevo utilizzare.

Alle bacche che, in questo periodo sono le regine indiscusse per varietà e colori, ho aggiunto pino normandianno, muschio e bulbi di giacinto. Ho deciso di riprendere una tradizione svedese natalizia. In Svezia a dicembre tutte le case si riempiono di bulbi e quando i fiori sbocciano profumano tutte le stanze. I bulbi sono molto semplici da curare, basta vaporizzare la patata ed il fiore ogni ¾ giorni. In casa sbocciano dopo 10 giorni circa. Una volta sfioriti, si tagliano le foglie ed il fiore e si mettono via in un sacchetto di carta la buio e al secco, per utilizzarli poi l’anno successivo. Si potranno poi piantare fuori in giardino da novembre o di nuovo tenere in casa.
Come vedrete dalle foto, ho utilizzato vari tipi di bottiglie, piccoli vasi monofiore e altri elementi che ho trovato nella serra. Un consiglio: cercate sempre di usare almeno tre elementi per creare le vostre decorazioni e osate facendo anche degli accostamenti insoliti. Ad esempio c’era una succulenta in vaso di coccio o una vecchia cassetta di attrezzi in legno hanno dato un tocco insolito al tema natalizio.

Nel prossimo post tutta l’attenzione sarà per la decorazione della tavola per le feste. A proposito il 21 dicembre ci sarà il workshop per creare il vostro centrotavola per Natale (ecco il link con tutte le informazioni).

E voi avete già iniziato con le vostre decorazioni?

Carta regalo e quaderno di Lino’s & Co.