Festa d'amore tra le dolci colline di Custoza

 
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Ho conosciuto Sarah e Martin l’anno scorso quando hanno deciso di celebrare il loro matrimonio fra le colline di Custoza. Si erano letteralmente innamorati della meravigliosa residenza di campagna di fine ‘600, Relais Corte Guastalla, e lì hanno organizzato la loro festa. Per la cerimonia hanno scelto l’intima e bucolica  chiesetta di campagna di San Rocco.

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La scenografia floreale era a metà tra lo stile romantico e lo stile country. 

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La palette era nelle delicate tonalità del bianco, del verde, con un tocco di pesca.

Per la scelta dei fiori accanto alla romantica peonia bianca (fiore preferito da Sarah) ho aggiunto la spettinata matricaria, la campestre astrantia , i boccioli sfrangiati dei lisianthus e i verdi rustici con l’ulivo il rosmarino e l’edera.

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Le foto di Mario Casati hanno colto appieno l’atmosfera intima, gioiosa e  romantica di questa festa.

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Un ringraziamento speciale  a  Cristiana  di My Perfect day   e Orietta impeccabile padrona di casa.

 

Un giardino impressionista tra le dolci colline del senese

 
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La settimana scorsa sono stata un paio di giorni in centro Italia e ho conosciuto le tre sorelle che gestiscono il podere Puscina Flowers. Una realtà famigliare nel cuore delle colline senesi, dove Teresa, Mara e Laura, si dedicano alla coltivazione di fiori locali aderendo al movimento Slow Flowers.

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Arrivando sono stata accolta da Kira il loro cane e da un paesaggio mozzafiato. Mi è sembrato di entrare in un giardino dipinto da un pittore impressionista con i colori dei fiori, il cielo blu, il bosco in fondo alla vallata, i campi di grano e le colline a perdita d’occhio.

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Con Teresa, una delle 3 sorelle, ho potuto conoscere la loro attività e condividere la nostra passione comune per i fiori.

Essendo giugno i papaveri sono stati il mio colpo di fulmine per varietà e colori.

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Ma non posso non nominare i fiordalisi, la scabiosa, le rose inglesi, la sanguisorba, la lavanda, la veronica, l’alchemilla, il dacus dara, l’acquilegia, la cosmea e…

Rose inglesi.

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Cotinus

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Cosmea semplice e doppia

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Snaquisorba, amni visnaga, nigella e scabiosa strawberry

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Acquilegia

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Scabiosa

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Un luogo incantato dove si vive e lavora in armonia con i ritmi della natura.

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LA FIORITURA NEL MIO GIARDINO E TERRAZZO A MAGGIO

 
 

Ebbene siamo già a maggio, nel mio giardino e terrazzo ogni giorno c’è una sorpresa. Proprio ieri è sbocciata la prima peonia bianca, erano giorni che la stavo osservando. E che vita frenetica sui suoi boccioli e fiori, formichine che corrono su e giù, insetti che vi si adagiano…

E non si sa da dove sia arrivato un  seme di papavero il cui fiore è sbocciato pochi giorni fa, la corolla così rossa e i petali così delicati.

Le piante che abbiamo scelto per la terrazza si sono ambientate molto bene.

La barriera che abbiamo creato è in continua fioritura: ad aprile le piante di Osmathus erano una nuvola bianca profumata, adesso è la volta delle rose,  dalla rosa moscata con le sue delicate corolle profumate con 4 petali, alla rosa antica noisette piena di boccioli dal tenue colore rosa cipria. Negli otri di terracotta, piante di rose, ambedue profumatissime: una color bianco sporco e l’altra intensamente fucsia. Entrambe ricordano le rose inglesi da giardino David Austin.

Anche dai semi messi a dimora un mese fa si incominciano a vedere gli steli e le foglie. Per la fioritura ci vuole ancora pazienza, abbiamo piantato il pisello odoroso, la nigella e il gittaione. Tutti fiori estivi colorati.

Le piante aromatiche sono uno splendore e le prime fragole sono già state assaggiate.

Lungo il perimetro del giardino ci sono rose gialle, rosa, rosse, vermiglio. In ogni angolo c’è del colore,  sembra quasi che un pittore con la propria tavolozza abbia perso i suoi colori.

Domenica pomeriggio, seduta in terrazza godendomi il sole, leggevo un articolo sull’uso della rosa nella cosmetica. Risulta essere il fiore più studiato da biologi e botanici. Sono solo due le rose, sempre antiche,  che vengono usate in cosmetica: la centifolia e la damascena. La centifolia viene coltivata nel sud della Francia e in Marocco, nella valle delle rose ( se vi capita di essere in Marocco vi consiglio di vederla perché è veramente meravigliosa). La damascena arriva dalla Turchia e dalla Bulgaria. Elisabeth de Feydeau, professoressa alla scuola di profumieri a Versailles descrivel’aroma della centifolia: tono erbaceo, poudrè e gourmand. La damascena ha invece un aroma più fruttato, con note di litchi, lampone, geranio e verbena.

Ed infine, sempre a proposito di rose, vi invito a vedere questo video sulla “rosa di Granville” proveniente dalla villa  di Monsiuer Dior a Granville in Normandia. La villa dal 1997 è diventata un museo con annesso giardino.

Ci ritroveremo fra un mese per vedere i semi fioriti e la lavanda bianca!

 
 

ARREDARE LA TERRAZZA SUL LAGO #1

 
 

Eccoci in partenza per il vivaio dove con Giovanni, botanico che sta frequentando un corso di garden design, sceglieremo le piante più adatte per arredare la terrazza sul lago di cui vi abbiamo parlato nel post precedente.
Questa terrazza diventerà un angolo relax, un proseguimento del soggiorno già dalla primavera, dove poter mangiare e rilassarsi leggendo un libro o ascoltando della musica.
Un angolo di pace.

Vedendo la terrazza con Giovanni abbiamo deciso di creare due punti di verde.
La terrazza riceve il sole nel pomeriggio e in estate c’è un pergolato di vite.
Erano presenti già alcune piante: ellebori, nandine, skimmie, rose rifiorenti, bulbi di tulipano, muscari e giacinti.
Abbiamo aggiunto delle perenni, delle aromatiche, degli arbusti, delle graminacee e dei semi di fiori. Volevamo che la terrazza fosse fiorita tutto l’anno. Tutte queste piante sono di facile manutenzione, amano sole e ½ ombra, ed un terriccio universale.
Abbiamo selezionate alcune aromatiche con un fogliame particolare: il timo variegato con foglioline verde/oro, menta rossa glaciale dalle foglie quasi rosso marsala, melissa, basilico e origano.

Un piccolo dono per i folletti: piante di fragole…

La lavanda non poteva mancare e così abbiamo scelto  due varietà: la lavanda selvatica rosa che sta già fiorendo e la lavanda bianca edelweiss. Quest’ultima mi incuriosisce molto, non avendo mai visto della lavanda con fioritura bianca.

Ci siamo innamorati a prima vista della stipa (famiglia delle graminacee) con la sua ricca chioma fluente e  danzante (tra l’altro è stata utilizzata in una splendida pubblicità di Hermès).
Le graminacee sono state riscoperte in questi ultimi anni e, vengono utilizzate molto dai garden designer in tutto il mondo, poiché richiedono poca acqua e manutenzione. Sono piante molto scenografiche in tutte le stagioni. In inverno, ad esempio, ricoperte di brina sono uno spettacolo emozionante.
Una piccola digressione sulle graminacee… Un’idea per una gita fuori porta sul Lago d’Iseo.
A Paratico, la garden designer Cristina Mazzucchelli, ha riqualificato il lungo lago con il parco delle erbe danzanti con molte graminacee.
Vi consiglio inoltre sempre sul Lago d’Iseo, dal 18 giugno al 3 luglio 2016, la passeggiata  sulla terraferma e a pelo d’acqua, per circa 3 km,  sull’installazione “The floating Piers” creata dell’artista bulgaro Christo, che collega la terraferma ad alcune isole del lago.

Per creare la barriera verde, abbiamo pensato di aggiungere due arbusti di Osmanthus Burkwoodii alle rose ( la “Noisette”, una rosa antica origina degli Stati Uniti (1817) i cui fiori sono piccoli e di un delicatissimo rosa antico e la rosa  “Rosalita moscata”, un pizzico di rosa cinese, con i boccioli di 5 petali dal  profumo evanescente). L’Osmanthus è un arbusto sempre verde, perenne, resistente al gelo, con una fioritura primaverile bianca profumatissima. Dopo solo una settimana i fiorellini si sono aperti.

Con il nostro bottino di piante e semi siamo ritornati verso il lago per metterli a dimora nei Bacsac.
La terra usata per invasarli è composta da metà terreno e metà terriccio.
Nella terrazza erano già presenti delle vecchie anfore in terracotta a cui abbiamo accostato i Bacsac di diverse dimensioni, aggiungendone un paio rosso ciliegia per dare un tocco di colore.

Nel prossimo post continueremo con il nostro resoconto.

 
 

DIRLO CON I FIORI - LA LAVANDA

 
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D’estate la lavanda è assolutamente incantevole: la sua nuvola viola che luccica nella calura, circondata da sciami di api frenetiche che cercano di godere delle sue dolci delizie prima che tramonti il sole, è una magnifica visione da non perdere. Tuttavia, secoli fa, quando la lavanda cresceva solo nei climi caldi, in quei paesi si credeva che l’aspide la scegliesse come dimora. Per questo motivo ci si avvicinava alla pianta con grande circospezione e la lavanda diventò così emblema di diffidenza.

Dai tempi più antichi la lavanda è stata utilizzata per dispensarne il dolce aroma negli ambienti della casa. I romani la aggiungevano all’acqua del bagno per la sua fragranza pulita e decisa e il suo nome botanico, Lavandula, deriva dal latino lavare, con lo stesso significato assunto in italiano. I vittoriani la consideravano un fiore vecchio stile, ma sempre meritatamente amato nonché indispensabile. La si poteva acquistare facilmente dai venditori di lavanda o dalle giovani fioraie, ma era raro che si comprasse come fiore da mazzo o da composizione per la casa, forse a causa del suo significato negativo. Invece, le casalinghe scrupolose mettevano mazzi di lavanda nei cassetti e dietro i libri e le giovani ne facevano scivolare qualche rametto fra le pieghe del loro corredo da sposa. I fiori secchi, cuciti in sacchetti di tulle rosa o viola chiusi con un nastro di velluto, erano un regalo adatto per nipoti e figliocce; le signore poi, infilavano sacchettini di lavanda nei corpetti come deodorante. L’acqua di lavanda di Yardley o di Perks spruzzata sul fazzoletto dava sollievo alla fronte calda di febbre, mentre bruciando la lavanda nella stanza di un malato si eliminava l’aria viziata.

*Testo tratto dal libro I messaggi segreti dei fiori di Mandy Kirkby.

Lavanda DIFFIDENZA

La canzone della lavandaComprate la dolce lavanda fiorita,
solo un penny per sedici steli.
Belle signore, non indugiate,
ho la lavanda fresca per voi.
Se la provate ritornerete,
dona dolcezza ai vostri vestiti,
fragranza al fazzoletto nel taschino,
solo un penni per sedici steli.
Cammino per le strade di Londra
con la vostra bella lavanda odorosa,
solo un penni per sedici steli.
Canto tradizionale

 
 

DIRLO CON I FIORI - IL TIMO

 
 

Piccolo arbusto, dall’odore balsamico e dalle proprietà antisettiche, il timo appare già nella mitologia greca come simbolo della forza vitale, da thumos, soffio di vita.
Da questa erba aromatica si possono preparare degli ottimi infusi e si ricava anche del buonissimo miele. Il significato si lega proprio alle api, la cui operosa attività millifera, suggerisce grande energia.
Vi lasciamo alla lettura di questo breve testo, tratto dal libro Il linguaggio dei fiori di Charlotte de Latour, che ben racconta di questa splendida pianta.

Timo VITALITA’

Insetti di tutte le forme, scarabei di tutti i colori, api operaie, farfalle leggere, circondano senza posa i ciuffi fioriti del timo. Forse quest’umile piantina appare ai leggeri abitanti dell’aria, che non vivono che una primavera, come un immenso albero antico quanto la terra, coperto di foglie sempreverdi su cui i fiori troneggiano come superbe anfore, colme di miele a loro uso.

I greci consideravano il timo simbolo della vitalità; di certo, avevano osservato come il suo profumo sollecitasse la mente e fosse benefico per gli anziani cui restituiva forze, agilità e grinta.

La vitalità è una qualità battagliera associata sempre al vero coraggio. E’ per questo che un tempo le dame ricamavano spesso, sul mantello dei loro cavalieri, un’ape che ronzava intorno ad un ramo di timo. 

 
 

DIRLO CON I FIORI - LA MENTA

 
 

La menta piperita è una pianta rampicante che ama l’umidità: la troviamo infatti in forma selvatica presso luoghi ombrosi e vicini all’acqua, come nelle radure boschive e sulle rive di fiumi o stagni di tutta Europa.

Il suo utilizzo risale al XVII secolo. La menta viene usata per il profumo intenso e le proprietà curative, in particolare per la capacità di calmare lo stomaco. Si riteneva anche che allontanasse i raffreddori e le influenze e che il mentolo contenuto nelle sue verdi foglie potesse alzare la temperatura corporea e favorire la traspirazione. In particolare la menta trovava un grande utilizzo nell’Inghilterra vittoriana: nei dolciumi come caramelle, bastoncini e pasticche; sotto forma di coni di mentolo che venivano bruciati per alleviare i sintomi del raffreddore; come aroma nel tabacco da fiuto e nel cordiale, bevanda corroborante a volte mescolata al gin per mitigarne il gusto aspro di alcool.

Il nome di questa pianta ha origini greche: nella mitologia greca Menta era una ninfa amata da Ade che venne trasformata in pianta dalla moglie ingelosita, Persefone. Per il calore dei sentimenti che Menta nutriva per Ade, oltre al suo gusto in bocca aromatico e piccante, la menta viene chiamata piperita.
 

Menta Piperita CALORE DI UN SENTIMENTO