piccoli allestimenti a cui ispirarsi per casa

 
 

Sabato scorso, nella serra di Villa La Valverde ho creato dei piccoli allestimenti a cui ispirarsi per casa. Ho iniziato il giorno prima scegliendo i fiori ed i vasi che volevo utilizzare.

Alle bacche che, in questo periodo sono le regine indiscusse per varietà e colori, ho aggiunto pino normandianno, muschio e bulbi di giacinto. Ho deciso di riprendere una tradizione svedese natalizia. In Svezia a dicembre tutte le case si riempiono di bulbi e quando i fiori sbocciano profumano tutte le stanze. I bulbi sono molto semplici da curare, basta vaporizzare la patata ed il fiore ogni ¾ giorni. In casa sbocciano dopo 10 giorni circa. Una volta sfioriti, si tagliano le foglie ed il fiore e si mettono via in un sacchetto di carta la buio e al secco, per utilizzarli poi l’anno successivo. Si potranno poi piantare fuori in giardino da novembre o di nuovo tenere in casa.
Come vedrete dalle foto, ho utilizzato vari tipi di bottiglie, piccoli vasi monofiore e altri elementi che ho trovato nella serra. Un consiglio: cercate sempre di usare almeno tre elementi per creare le vostre decorazioni e osate facendo anche degli accostamenti insoliti. Ad esempio c’era una succulenta in vaso di coccio o una vecchia cassetta di attrezzi in legno hanno dato un tocco insolito al tema natalizio.

Nel prossimo post tutta l’attenzione sarà per la decorazione della tavola per le feste. A proposito il 21 dicembre ci sarà il workshop per creare il vostro centrotavola per Natale (ecco il link con tutte le informazioni).

E voi avete già iniziato con le vostre decorazioni?

Carta regalo e quaderno di Lino’s & Co.

 
 

UNA FINESTRA SULLA SICILIA

 
 

Il mio viaggio alla scoperta della Sicilia. Ciò che mi ha colpito maggiormente oltre alle sue incredibili bellezze storiche sono stati i profumi, la natura, la luce e i colori. La prima tappa è stata Palermo, una città incredibile, intensa, caotica, colorata, contraddittoria e profumata. Angoli mozzafiato, palazzi dove ancora puoi sentire gli echi di un’epoca passata. Mi sentivo completamente trasportata nel tempo, nelle atmosfere del Gattopardo. Lunghi viali con jacaranda, Apecar con frutta e verdura, mercati rionali, il tutto mi riportava ad altre latitudini. E poi ho ritrovato il profumo inebriante dei fiori bianchi di frangipane.

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Un tappa imperdibile è stato l’orto botanico. E’ un mondo unico in Europa, denso di forme, colori e profumi. Varcando la soglia vieni avvolto dalla fragranza del fiore di frangipane e catturato da piante–sculture ultracentenarie.

Proseguendo nel mio viaggio ho ammirato la valle dei templi e visitato il giardino di Kolymbethra restaurato dal Fai. Dopo le emozioni della valle dei templi il giardino di Kolymbethra è un’oasi di pace e verde con i suoi agrumeti, fichi d’India e macchia mediterranea.

Mi sono poi immersa nel barocco siciliano di Modica e Noto, unico al mondo. A Modica, ho soggiornato a Casa Talia, da cui si godeva una vista ineguagliabile delle sue oltre cento chiese. Qui, ogni mattina, uscendo dalla camera per andare nella terrazza–giardino per la colazione, venivo investita dai profumi intensi del gelsomino siciliano e dello stephanothis jasmoinoides. Non avevo mai sentito questi due profumi ed è stata una vera e propria scoperta.

Nel mio vagabondare ho incluso la piccola isola di Marettimo nelle Egadi e Panarea e Stromboli nelle Eolie. Su queste isole le giornate erano scandite dal sole e dal mare (niente macchine, niente illuminazione). Ho potuto godere di cieli stellati mai visti prima e delle fiammate del vulcano di Stromboli. Un’esperienza unica: questo vulcano ancora attivo, ogni ora circa erutta e di sera si possono vedere le lingue di fuoco rosso. Sono rimasta stregata da Stromboli con le sue spiagge di sabbia nera e il fondale marino con sassi lavici neri.

La natura è la vera padrona in queste isole. La luce accecante del sole, i colori intensi dei fiori e delle piante, le sfumature del mare e del cielo, sono in contrasto e allo stesso tempo in armonia con il colore della terra bruciata dal sole.

E le vostre vacanze?

 
 

LA PEONIA

 
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La peonia, un fiore che sboccia a maggio, una meraviglia che mi lascia sempre senza parole. Essendo innamorata di questo fiore, ho deciso di dedicargli una serie di scatti. E così nel laboratorio ho cercato alcuni oggetti da abbinare. Ho trovato dei vasetti, delle borse in carta fatte a mano dalla stilista olandese Ilvy Jacobs, un piatto antico e… Attraversando il piccolo orto dietro casa non ho resistito e i ciuffi di insalata verde smeraldo sono diventati la perfetta cornice per alcune pose.

Tra le numerose varietà ho scelto la peonia Sarah Bernhardt, dalla tonalità rosa pastello con alcune striature rosse nei petali, vicino allo stelo. Per me è sempre una fonte di meraviglia osservare la metamorfosi di questo fiore: da bocciolo tondo e molto compatto si trasforma in un fiore così stracolmo di petali, un po’ spettinato e dall’aria leggermente stropicciata. Se affondi il viso, il fiore ti accarezza con la sua dolcezza, la freschezza e la delicatezza dei suoi petali. Non penso che ci possa essere niente di più morbido e delicato. E mentre le stavo acquistando, mi sono imbattuta nella peonia Eventide che non avevo ancora visto. Questa peonia è a fiore semplice, dal colore rosa corallo intenso che col passare dei giorni si schiarisce fino a diventare bianco. Le peonie a fiore semplice si aprono con la luce del giorno per poi richiudersi con il calare dalla notte.
La peonia Sarah Bernhardt appartiene alla specie delle piante erbacee, già conosciuta nell’antica Grecia per le sue proprietà mediche. E’ originaria dalla Cina dove è chiamata la regina dei fiori e fin dall’antichità è stata oggetto di un vero e proprio culto. La dinastia Qing nel 1903 la dichiara fiore nazionale. Renoir ha dedicato parecchi dipinti a questo fiore. Nel post “dirlo con i fiori” potete leggere altre notizie e curiosità.
E dopo questo breve excursus lascio la parola alle immagini che ho scattato.

Ogni anno mi ripropongo di andarea visitare il vivaio delle Commande a Carmagnola in provincia di Torino, nato dalla passione per questo fiore ma ancora non ci sono riuscita. Se siete in questo periodo nelle vicinanze fateci un salto, penso che ne valga la pena.

 
 

LA FIORITURA NEL MIO GIARDINO E TERRAZZO A MAGGIO

 
 

Ebbene siamo già a maggio, nel mio giardino e terrazzo ogni giorno c’è una sorpresa. Proprio ieri è sbocciata la prima peonia bianca, erano giorni che la stavo osservando. E che vita frenetica sui suoi boccioli e fiori, formichine che corrono su e giù, insetti che vi si adagiano…

E non si sa da dove sia arrivato un  seme di papavero il cui fiore è sbocciato pochi giorni fa, la corolla così rossa e i petali così delicati.

Le piante che abbiamo scelto per la terrazza si sono ambientate molto bene.

La barriera che abbiamo creato è in continua fioritura: ad aprile le piante di Osmathus erano una nuvola bianca profumata, adesso è la volta delle rose,  dalla rosa moscata con le sue delicate corolle profumate con 4 petali, alla rosa antica noisette piena di boccioli dal tenue colore rosa cipria. Negli otri di terracotta, piante di rose, ambedue profumatissime: una color bianco sporco e l’altra intensamente fucsia. Entrambe ricordano le rose inglesi da giardino David Austin.

Anche dai semi messi a dimora un mese fa si incominciano a vedere gli steli e le foglie. Per la fioritura ci vuole ancora pazienza, abbiamo piantato il pisello odoroso, la nigella e il gittaione. Tutti fiori estivi colorati.

Le piante aromatiche sono uno splendore e le prime fragole sono già state assaggiate.

Lungo il perimetro del giardino ci sono rose gialle, rosa, rosse, vermiglio. In ogni angolo c’è del colore,  sembra quasi che un pittore con la propria tavolozza abbia perso i suoi colori.

Domenica pomeriggio, seduta in terrazza godendomi il sole, leggevo un articolo sull’uso della rosa nella cosmetica. Risulta essere il fiore più studiato da biologi e botanici. Sono solo due le rose, sempre antiche,  che vengono usate in cosmetica: la centifolia e la damascena. La centifolia viene coltivata nel sud della Francia e in Marocco, nella valle delle rose ( se vi capita di essere in Marocco vi consiglio di vederla perché è veramente meravigliosa). La damascena arriva dalla Turchia e dalla Bulgaria. Elisabeth de Feydeau, professoressa alla scuola di profumieri a Versailles descrivel’aroma della centifolia: tono erbaceo, poudrè e gourmand. La damascena ha invece un aroma più fruttato, con note di litchi, lampone, geranio e verbena.

Ed infine, sempre a proposito di rose, vi invito a vedere questo video sulla “rosa di Granville” proveniente dalla villa  di Monsiuer Dior a Granville in Normandia. La villa dal 1997 è diventata un museo con annesso giardino.

Ci ritroveremo fra un mese per vedere i semi fioriti e la lavanda bianca!

 
 

ARREDARE LA TERRAZZA SUL LAGO #1

 
 

Eccoci in partenza per il vivaio dove con Giovanni, botanico che sta frequentando un corso di garden design, sceglieremo le piante più adatte per arredare la terrazza sul lago di cui vi abbiamo parlato nel post precedente.
Questa terrazza diventerà un angolo relax, un proseguimento del soggiorno già dalla primavera, dove poter mangiare e rilassarsi leggendo un libro o ascoltando della musica.
Un angolo di pace.

Vedendo la terrazza con Giovanni abbiamo deciso di creare due punti di verde.
La terrazza riceve il sole nel pomeriggio e in estate c’è un pergolato di vite.
Erano presenti già alcune piante: ellebori, nandine, skimmie, rose rifiorenti, bulbi di tulipano, muscari e giacinti.
Abbiamo aggiunto delle perenni, delle aromatiche, degli arbusti, delle graminacee e dei semi di fiori. Volevamo che la terrazza fosse fiorita tutto l’anno. Tutte queste piante sono di facile manutenzione, amano sole e ½ ombra, ed un terriccio universale.
Abbiamo selezionate alcune aromatiche con un fogliame particolare: il timo variegato con foglioline verde/oro, menta rossa glaciale dalle foglie quasi rosso marsala, melissa, basilico e origano.

Un piccolo dono per i folletti: piante di fragole…

La lavanda non poteva mancare e così abbiamo scelto  due varietà: la lavanda selvatica rosa che sta già fiorendo e la lavanda bianca edelweiss. Quest’ultima mi incuriosisce molto, non avendo mai visto della lavanda con fioritura bianca.

Ci siamo innamorati a prima vista della stipa (famiglia delle graminacee) con la sua ricca chioma fluente e  danzante (tra l’altro è stata utilizzata in una splendida pubblicità di Hermès).
Le graminacee sono state riscoperte in questi ultimi anni e, vengono utilizzate molto dai garden designer in tutto il mondo, poiché richiedono poca acqua e manutenzione. Sono piante molto scenografiche in tutte le stagioni. In inverno, ad esempio, ricoperte di brina sono uno spettacolo emozionante.
Una piccola digressione sulle graminacee… Un’idea per una gita fuori porta sul Lago d’Iseo.
A Paratico, la garden designer Cristina Mazzucchelli, ha riqualificato il lungo lago con il parco delle erbe danzanti con molte graminacee.
Vi consiglio inoltre sempre sul Lago d’Iseo, dal 18 giugno al 3 luglio 2016, la passeggiata  sulla terraferma e a pelo d’acqua, per circa 3 km,  sull’installazione “The floating Piers” creata dell’artista bulgaro Christo, che collega la terraferma ad alcune isole del lago.

Per creare la barriera verde, abbiamo pensato di aggiungere due arbusti di Osmanthus Burkwoodii alle rose ( la “Noisette”, una rosa antica origina degli Stati Uniti (1817) i cui fiori sono piccoli e di un delicatissimo rosa antico e la rosa  “Rosalita moscata”, un pizzico di rosa cinese, con i boccioli di 5 petali dal  profumo evanescente). L’Osmanthus è un arbusto sempre verde, perenne, resistente al gelo, con una fioritura primaverile bianca profumatissima. Dopo solo una settimana i fiorellini si sono aperti.

Con il nostro bottino di piante e semi siamo ritornati verso il lago per metterli a dimora nei Bacsac.
La terra usata per invasarli è composta da metà terreno e metà terriccio.
Nella terrazza erano già presenti delle vecchie anfore in terracotta a cui abbiamo accostato i Bacsac di diverse dimensioni, aggiungendone un paio rosso ciliegia per dare un tocco di colore.

Nel prossimo post continueremo con il nostro resoconto.