Un giardino impressionista tra le dolci colline del senese

 
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La settimana scorsa sono stata un paio di giorni in centro Italia e ho conosciuto le tre sorelle che gestiscono il podere Puscina Flowers. Una realtà famigliare nel cuore delle colline senesi, dove Teresa, Mara e Laura, si dedicano alla coltivazione di fiori locali aderendo al movimento Slow Flowers.

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Arrivando sono stata accolta da Kira il loro cane e da un paesaggio mozzafiato. Mi è sembrato di entrare in un giardino dipinto da un pittore impressionista con i colori dei fiori, il cielo blu, il bosco in fondo alla vallata, i campi di grano e le colline a perdita d’occhio.

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Con Teresa, una delle 3 sorelle, ho potuto conoscere la loro attività e condividere la nostra passione comune per i fiori.

Essendo giugno i papaveri sono stati il mio colpo di fulmine per varietà e colori.

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Ma non posso non nominare i fiordalisi, la scabiosa, le rose inglesi, la sanguisorba, la lavanda, la veronica, l’alchemilla, il dacus dara, l’acquilegia, la cosmea e…

Rose inglesi.

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Cotinus

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Cosmea semplice e doppia

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Snaquisorba, amni visnaga, nigella e scabiosa strawberry

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Acquilegia

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Scabiosa

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Un luogo incantato dove si vive e lavora in armonia con i ritmi della natura.

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Dietro le scene dello shoot per un pic-nic country chic

 
@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

 

Pic-nic per festeggiare in modo alternativo un matrimonio,  un compleanno o un addio al nubilato.

Quest’idea mi frullava da tempo in testa e si è realizzata quando per la prima volta con Cristiana ho visto il Relais Corte Guastalla e ho conosciuto Orietta.

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

Nel giro di un paio di giorni Cristiana ed io abbiamo deciso di realizzare questo shoot  ispirazionale coinvolgendo: Orietta e suo marito, Manuela Piccoli e Marco Bravi. In questa prima parte i momenti della preparazione e domani il risultato finale.

Vi presento la squadra al completo:

Orietta e suo marito, che ci hanno ospitato durante lo shoot.

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

Manuela Piccoli, arredatrice d’interni con il suo stile Shabby Chic elegante e romantico, scova nei mercati d’antiquariato in Francia ed in Italia pezzi particolari ed unici. Con il suo gusto abbiamo “arredato” il parco con lanterne in ferro battuto, poltrone, cuscini, sedie da giardino vintage. Sempre lei ha pensato alla mise en place con piatti in porcellana bianchi con delicate decorazioni floreali, piccole alzate in peltro, bicchieri in cristallo, posate d’argento e vecchie tovaglie in cotone lavorato.

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

Marco Bravi e suo figlio Massimiliano riescono sempre con la macchina fotografica e sensibilità a cogliere l’atmosfera e i dettagli.

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

Cristiana wedding planner e regista della giornata.

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

Io ho pensato ovviamente ai fiori che ho creato in stile naturale e romantico con fiori dal sapore campestre accostati a lussureggianti peonie, delicati boccioli di lisianthus , ulivo, rosmarino e verde di stagione.

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

Un’ultima frase per descrivere il mood: fresco e frizzante, ma anche romantico ed elegante con un gusto retro, nelle tonalità pastello.

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

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@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

@ Marco Bravi

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Grazie a Gaia  per i segnaposti e il libro degli invitati!

 
 

Alla scoperta di insolite varietà di ellebori

 
 
 

Oggi vi racconto della gita a Solferino che ho fatto  per scoprire delle insolite varietà di ellebori coltivati da Laura Buonadonna nel suo “Insolito giardino”. Ho incontrato Laura a settembre, a Mantova dove esponeva nella cornice del Festival della Letteratura, la sua produzione locale di bulbi di tulipani, narcisi ed iris. Naturalmente ho comprato diverse varietà di tulipani e narcisi e con impazienza sto monitorando la loro crescita. Ci siamo sentite varie volte negli ultimi mesi per sapere quando i suoi ellebori avessero incominciato a sbocciare, in genere la fioritura inizia a dicembre. Quest’anno la fioritura ha ritardato a causa della mancanza di pioggia e del freddo troppo intenso a gennaio. Alla fine è arrivato il messaggio e lunedì sono andata a trovarla.

Il suo “Insolito giardino ” è nato circa 20 anni fa, quando Laura e due famiglie di amici hanno acquistato un terreno costruendo ciascuno la propria abitazione, lasciando il giardino in comune. Dal giardino, nelle giornate limpide, si vedono il lago di Garda e le montagne circostanti. E’ un’oasi di pace e tranquillità.

Nonostante la giornata piuttosto grigia, il giardino possedeva un’atmosfera magica. Sono stata subito attratta dalla pianta di anzeruolo con piccole meline rosse commestibili e dai fiorellini rosa del viburnum dawn foresi. Da perfetta padrona di casa Laura mi ha accompagnato nella scoperta del suo giardino indicandomi i vari tipi di ellebori sparsi nella proprietà. Ho potuto scoprire delle varietà non comuni come: gli ellebori picotee con delicate venature bordeaux, la varietà guttata puntinata, gli ellebori a fiore doppio, ellebori color rosa antico, ellebori bordeaux e blu. Negli anni gli ellebori si sono riprodotti un po’ dappertutto.

Laura ed io ci siamo date appuntamento ad aprile quando il giardino e tutte le bulbose saranno in piena fioritura. Per il momento ho portato a casa un elleboro bordeaux e uno blu (ogni giorno spio quest’ultimo per vedere quando sboccia).

Per terminare, alcune informazioni tecniche: l’elleboro è una pianta perenne, rustica resistente al freddo, che fiorisce dall’inizio dell’inverno fino ad aprile. La varietà che si trova più facilmente nei vivai è l’hellebours niger dai candidi fiori bianchi. Questa pianta è anche conosciuta come Rosa di Natale, nei paesi anglossassoni era tradizione usarla per le decorazioni natalizie. Ama la mezza ombra, ad aprile quando termina la fioritura è consigliabile metterla in un posto all’ombra fino all’autunno. Se piantata nel terreno si propaga.

 

piccoli allestimenti a cui ispirarsi per casa

 
 

Sabato scorso, nella serra di Villa La Valverde ho creato dei piccoli allestimenti a cui ispirarsi per casa. Ho iniziato il giorno prima scegliendo i fiori ed i vasi che volevo utilizzare.

Alle bacche che, in questo periodo sono le regine indiscusse per varietà e colori, ho aggiunto pino normandianno, muschio e bulbi di giacinto. Ho deciso di riprendere una tradizione svedese natalizia. In Svezia a dicembre tutte le case si riempiono di bulbi e quando i fiori sbocciano profumano tutte le stanze. I bulbi sono molto semplici da curare, basta vaporizzare la patata ed il fiore ogni ¾ giorni. In casa sbocciano dopo 10 giorni circa. Una volta sfioriti, si tagliano le foglie ed il fiore e si mettono via in un sacchetto di carta la buio e al secco, per utilizzarli poi l’anno successivo. Si potranno poi piantare fuori in giardino da novembre o di nuovo tenere in casa.
Come vedrete dalle foto, ho utilizzato vari tipi di bottiglie, piccoli vasi monofiore e altri elementi che ho trovato nella serra. Un consiglio: cercate sempre di usare almeno tre elementi per creare le vostre decorazioni e osate facendo anche degli accostamenti insoliti. Ad esempio c’era una succulenta in vaso di coccio o una vecchia cassetta di attrezzi in legno hanno dato un tocco insolito al tema natalizio.

Nel prossimo post tutta l’attenzione sarà per la decorazione della tavola per le feste. A proposito il 21 dicembre ci sarà il workshop per creare il vostro centrotavola per Natale (ecco il link con tutte le informazioni).

E voi avete già iniziato con le vostre decorazioni?

Carta regalo e quaderno di Lino’s & Co.

 
 

UNA FINESTRA SULLA SICILIA

 
 

Il mio viaggio alla scoperta della Sicilia. Ciò che mi ha colpito maggiormente oltre alle sue incredibili bellezze storiche sono stati i profumi, la natura, la luce e i colori. La prima tappa è stata Palermo, una città incredibile, intensa, caotica, colorata, contraddittoria e profumata. Angoli mozzafiato, palazzi dove ancora puoi sentire gli echi di un’epoca passata. Mi sentivo completamente trasportata nel tempo, nelle atmosfere del Gattopardo. Lunghi viali con jacaranda, Apecar con frutta e verdura, mercati rionali, il tutto mi riportava ad altre latitudini. E poi ho ritrovato il profumo inebriante dei fiori bianchi di frangipane.

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Un tappa imperdibile è stato l’orto botanico. E’ un mondo unico in Europa, denso di forme, colori e profumi. Varcando la soglia vieni avvolto dalla fragranza del fiore di frangipane e catturato da piante–sculture ultracentenarie.

Proseguendo nel mio viaggio ho ammirato la valle dei templi e visitato il giardino di Kolymbethra restaurato dal Fai. Dopo le emozioni della valle dei templi il giardino di Kolymbethra è un’oasi di pace e verde con i suoi agrumeti, fichi d’India e macchia mediterranea.

Mi sono poi immersa nel barocco siciliano di Modica e Noto, unico al mondo. A Modica, ho soggiornato a Casa Talia, da cui si godeva una vista ineguagliabile delle sue oltre cento chiese. Qui, ogni mattina, uscendo dalla camera per andare nella terrazza–giardino per la colazione, venivo investita dai profumi intensi del gelsomino siciliano e dello stephanothis jasmoinoides. Non avevo mai sentito questi due profumi ed è stata una vera e propria scoperta.

Nel mio vagabondare ho incluso la piccola isola di Marettimo nelle Egadi e Panarea e Stromboli nelle Eolie. Su queste isole le giornate erano scandite dal sole e dal mare (niente macchine, niente illuminazione). Ho potuto godere di cieli stellati mai visti prima e delle fiammate del vulcano di Stromboli. Un’esperienza unica: questo vulcano ancora attivo, ogni ora circa erutta e di sera si possono vedere le lingue di fuoco rosso. Sono rimasta stregata da Stromboli con le sue spiagge di sabbia nera e il fondale marino con sassi lavici neri.

La natura è la vera padrona in queste isole. La luce accecante del sole, i colori intensi dei fiori e delle piante, le sfumature del mare e del cielo, sono in contrasto e allo stesso tempo in armonia con il colore della terra bruciata dal sole.

E le vostre vacanze?

 
 

3 SUGGERIMENTI PER UN CENTROTAVOLA CON I FIORI DEI VOSTRI GIARDINI

 
 

Guardando i giardini ricolmi di fiori ho pensato ad un centrotavola naturale e semplice da creare con quello che ci offre la natura in questo inizio di stagione. Ho deciso di far ruotare tutto attorno ad un colore, declinato in diverse sfumature e consistenze. La tonalità che ho scelto è il rosso dei miei gerani. Vi domanderete perché ho iniziato dal colore. Ho incominciato con il colore e non con i fiori perché questo mi permette di ridurre di molto l’ampiezza delle scelte da fare. È fondamentale partire da un colore o schema di colore ed attenersi a questo per poi scegliere i fiori da usare. Seguendo questa regola, quando poi dovremo scegliere i fiori ci potremo concentrare sulle diverse forme, sfumature o consistenze senza essere sviati dall’ampia scelta. Così ho abbinato ai gerani dei fiori di oleandro e delle rose, tutti con diverse tonalità di rosso.

Volevo però aggiungere anche un tocco di leggerezza e spensieratezza e, colpo di fulmine sulla strada del rientro a casa, mi sono imbattuta in un rovo di more in fiore. I fiorellini sembrano disegnati dai bambini, hanno una grazia così particolare e ricordano che finalmente l’estate sta per iniziare.

La frutta è sempre un grande alleato nelle decorazioni di una tavola. Mi  piace usarla come segnaposto per ciascun inviato. Ho scelto le ciliegie, strepitose, rosse, perfette per il mio centrotavola. Ho poi aggiunto del rosmarino, alcuni rami di vite con acini verdi e la leggerezza dell’infiorescenza del finocchio che cresce nel piccolo orto dietro casa.

Per questo centrotavola ho pensato a 3 piccoli vasi. Perché proprio 3? Un detto latino afferma che ogni cosa composta da 3 è perfetta. Una composizione composta da tre elementi risulta più naturale ed armoniosa rispetto ad una con numero pari. Se vogliamo possiamo poi giocare con le assimetrie e simmetrie create appunto da gruppi formati da 3 o 5 elementi. Avendo un colore così deciso sono rimasta neutra nella scelta dei vasi: tutto in vetro, di dimensioni piuttosto simili e con forme leggermente diverse.

Riassumendo:

1. Scegliete un colore
2. Create una composizione composta da tre vasetti (in vetro oppure per un tavola più rustica terracotta o in ceramica bianca)
3. Usate la frutta per dare un tocco finale alla vostra tavola
4. Divertitevi e lasciatevi trasportare dai colori

 
 

LA PEONIA

 
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La peonia, un fiore che sboccia a maggio, una meraviglia che mi lascia sempre senza parole. Essendo innamorata di questo fiore, ho deciso di dedicargli una serie di scatti. E così nel laboratorio ho cercato alcuni oggetti da abbinare. Ho trovato dei vasetti, delle borse in carta fatte a mano dalla stilista olandese Ilvy Jacobs, un piatto antico e… Attraversando il piccolo orto dietro casa non ho resistito e i ciuffi di insalata verde smeraldo sono diventati la perfetta cornice per alcune pose.

Tra le numerose varietà ho scelto la peonia Sarah Bernhardt, dalla tonalità rosa pastello con alcune striature rosse nei petali, vicino allo stelo. Per me è sempre una fonte di meraviglia osservare la metamorfosi di questo fiore: da bocciolo tondo e molto compatto si trasforma in un fiore così stracolmo di petali, un po’ spettinato e dall’aria leggermente stropicciata. Se affondi il viso, il fiore ti accarezza con la sua dolcezza, la freschezza e la delicatezza dei suoi petali. Non penso che ci possa essere niente di più morbido e delicato. E mentre le stavo acquistando, mi sono imbattuta nella peonia Eventide che non avevo ancora visto. Questa peonia è a fiore semplice, dal colore rosa corallo intenso che col passare dei giorni si schiarisce fino a diventare bianco. Le peonie a fiore semplice si aprono con la luce del giorno per poi richiudersi con il calare dalla notte.
La peonia Sarah Bernhardt appartiene alla specie delle piante erbacee, già conosciuta nell’antica Grecia per le sue proprietà mediche. E’ originaria dalla Cina dove è chiamata la regina dei fiori e fin dall’antichità è stata oggetto di un vero e proprio culto. La dinastia Qing nel 1903 la dichiara fiore nazionale. Renoir ha dedicato parecchi dipinti a questo fiore. Nel post “dirlo con i fiori” potete leggere altre notizie e curiosità.
E dopo questo breve excursus lascio la parola alle immagini che ho scattato.

Ogni anno mi ripropongo di andarea visitare il vivaio delle Commande a Carmagnola in provincia di Torino, nato dalla passione per questo fiore ma ancora non ci sono riuscita. Se siete in questo periodo nelle vicinanze fateci un salto, penso che ne valga la pena.

 
 

LA FIORITURA NEL MIO GIARDINO E TERRAZZO A MAGGIO

 
 

Ebbene siamo già a maggio, nel mio giardino e terrazzo ogni giorno c’è una sorpresa. Proprio ieri è sbocciata la prima peonia bianca, erano giorni che la stavo osservando. E che vita frenetica sui suoi boccioli e fiori, formichine che corrono su e giù, insetti che vi si adagiano…

E non si sa da dove sia arrivato un  seme di papavero il cui fiore è sbocciato pochi giorni fa, la corolla così rossa e i petali così delicati.

Le piante che abbiamo scelto per la terrazza si sono ambientate molto bene.

La barriera che abbiamo creato è in continua fioritura: ad aprile le piante di Osmathus erano una nuvola bianca profumata, adesso è la volta delle rose,  dalla rosa moscata con le sue delicate corolle profumate con 4 petali, alla rosa antica noisette piena di boccioli dal tenue colore rosa cipria. Negli otri di terracotta, piante di rose, ambedue profumatissime: una color bianco sporco e l’altra intensamente fucsia. Entrambe ricordano le rose inglesi da giardino David Austin.

Anche dai semi messi a dimora un mese fa si incominciano a vedere gli steli e le foglie. Per la fioritura ci vuole ancora pazienza, abbiamo piantato il pisello odoroso, la nigella e il gittaione. Tutti fiori estivi colorati.

Le piante aromatiche sono uno splendore e le prime fragole sono già state assaggiate.

Lungo il perimetro del giardino ci sono rose gialle, rosa, rosse, vermiglio. In ogni angolo c’è del colore,  sembra quasi che un pittore con la propria tavolozza abbia perso i suoi colori.

Domenica pomeriggio, seduta in terrazza godendomi il sole, leggevo un articolo sull’uso della rosa nella cosmetica. Risulta essere il fiore più studiato da biologi e botanici. Sono solo due le rose, sempre antiche,  che vengono usate in cosmetica: la centifolia e la damascena. La centifolia viene coltivata nel sud della Francia e in Marocco, nella valle delle rose ( se vi capita di essere in Marocco vi consiglio di vederla perché è veramente meravigliosa). La damascena arriva dalla Turchia e dalla Bulgaria. Elisabeth de Feydeau, professoressa alla scuola di profumieri a Versailles descrivel’aroma della centifolia: tono erbaceo, poudrè e gourmand. La damascena ha invece un aroma più fruttato, con note di litchi, lampone, geranio e verbena.

Ed infine, sempre a proposito di rose, vi invito a vedere questo video sulla “rosa di Granville” proveniente dalla villa  di Monsiuer Dior a Granville in Normandia. La villa dal 1997 è diventata un museo con annesso giardino.

Ci ritroveremo fra un mese per vedere i semi fioriti e la lavanda bianca!

 
 

ARREDARE LA TERRAZZA SUL LAGO #1

 
 

Eccoci in partenza per il vivaio dove con Giovanni, botanico che sta frequentando un corso di garden design, sceglieremo le piante più adatte per arredare la terrazza sul lago di cui vi abbiamo parlato nel post precedente.
Questa terrazza diventerà un angolo relax, un proseguimento del soggiorno già dalla primavera, dove poter mangiare e rilassarsi leggendo un libro o ascoltando della musica.
Un angolo di pace.

Vedendo la terrazza con Giovanni abbiamo deciso di creare due punti di verde.
La terrazza riceve il sole nel pomeriggio e in estate c’è un pergolato di vite.
Erano presenti già alcune piante: ellebori, nandine, skimmie, rose rifiorenti, bulbi di tulipano, muscari e giacinti.
Abbiamo aggiunto delle perenni, delle aromatiche, degli arbusti, delle graminacee e dei semi di fiori. Volevamo che la terrazza fosse fiorita tutto l’anno. Tutte queste piante sono di facile manutenzione, amano sole e ½ ombra, ed un terriccio universale.
Abbiamo selezionate alcune aromatiche con un fogliame particolare: il timo variegato con foglioline verde/oro, menta rossa glaciale dalle foglie quasi rosso marsala, melissa, basilico e origano.

Un piccolo dono per i folletti: piante di fragole…

La lavanda non poteva mancare e così abbiamo scelto  due varietà: la lavanda selvatica rosa che sta già fiorendo e la lavanda bianca edelweiss. Quest’ultima mi incuriosisce molto, non avendo mai visto della lavanda con fioritura bianca.

Ci siamo innamorati a prima vista della stipa (famiglia delle graminacee) con la sua ricca chioma fluente e  danzante (tra l’altro è stata utilizzata in una splendida pubblicità di Hermès).
Le graminacee sono state riscoperte in questi ultimi anni e, vengono utilizzate molto dai garden designer in tutto il mondo, poiché richiedono poca acqua e manutenzione. Sono piante molto scenografiche in tutte le stagioni. In inverno, ad esempio, ricoperte di brina sono uno spettacolo emozionante.
Una piccola digressione sulle graminacee… Un’idea per una gita fuori porta sul Lago d’Iseo.
A Paratico, la garden designer Cristina Mazzucchelli, ha riqualificato il lungo lago con il parco delle erbe danzanti con molte graminacee.
Vi consiglio inoltre sempre sul Lago d’Iseo, dal 18 giugno al 3 luglio 2016, la passeggiata  sulla terraferma e a pelo d’acqua, per circa 3 km,  sull’installazione “The floating Piers” creata dell’artista bulgaro Christo, che collega la terraferma ad alcune isole del lago.

Per creare la barriera verde, abbiamo pensato di aggiungere due arbusti di Osmanthus Burkwoodii alle rose ( la “Noisette”, una rosa antica origina degli Stati Uniti (1817) i cui fiori sono piccoli e di un delicatissimo rosa antico e la rosa  “Rosalita moscata”, un pizzico di rosa cinese, con i boccioli di 5 petali dal  profumo evanescente). L’Osmanthus è un arbusto sempre verde, perenne, resistente al gelo, con una fioritura primaverile bianca profumatissima. Dopo solo una settimana i fiorellini si sono aperti.

Con il nostro bottino di piante e semi siamo ritornati verso il lago per metterli a dimora nei Bacsac.
La terra usata per invasarli è composta da metà terreno e metà terriccio.
Nella terrazza erano già presenti delle vecchie anfore in terracotta a cui abbiamo accostato i Bacsac di diverse dimensioni, aggiungendone un paio rosso ciliegia per dare un tocco di colore.

Nel prossimo post continueremo con il nostro resoconto.

 
 

PRIMAVERA E VOGLIA DI GIARDINO

 
 

Fin dall’antichità, nelle varie civiltà, il giardino rappresentava e sostituiva l’Eden perduto, il luogo ideale di pace, piacere e armonia.

Nell’era attuale dove i centri abitati sono soffocati dall’inquinamento e dal cemento, dove lo spazio scarseggia, il verde è diventato il valore più prezioso ed è forte l’esigenza di trovare luoghi di riposo, di fuga dalla vita moderna, di riconciliazione con la natura. Chiunque di noi sogna di possedere una piccola Babilonia; un terrazzo fiorito, un cortile con piante rampicanti o un giardino rigoglioso.

Tra le sette meraviglie del mondo antico vi erano annoverati proprio i giardini pensili dell’antica città di Babilonia. Si narra che il re Nabuccodonosor  fece costruire i giardini per allietare le giornate della giovane moglie Amiti.  Il re adornò i giardini con alberi e piante di ogni specie possibili e immaginabili, provenienti da tutte le parti del mondo.

Oggi anche noi dobbiamo inventarci un modo nuovo per vivere la natura in città, trasformando ritagli di cemento in oasi fiorite, giardini pensili e angoli di natura sottratti al degrado, al fine di portare a innesti duraturi di natura in grado di mutare in meglio il paesaggio delle nostre case e delle nostre città.

Quale periodo migliore di questo, nel momento in cui la natura risorge, per mettere alla prova la propria voglia di contatto con la terra. E’ quasi primavera, la stagione delle semine e della messa a dimora dei bulbi a fioritura estiva e di piante belle come le peonie.

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Non perdetevi il prossimo appuntamento: con Giovanni andremo a comprare piante e semi per una terrazza sul lago. Sarà un reportage fotografico dove racconteremo questo progetto. Non mancheranno consigli e descrizioni delle piante che sceglieremo. Con il passare dei mesi condivideremo i cambiamenti che avverranno, le piccole sorprese, che ovviamente ci saranno.

Immagini:  alcune immagini sono tratte da Bacsac.